Sonny Edge, Crocodile, il rap come arma di resistenza

Sabato 29 giugno esce in digitale l'EP realizzato da Sonny Edge e Polee-C della PaviaMale Crew

Sonny Edge -

Sabato 29 giugno uscirà sulle piattaforme digitali Crocodile, un EP di tre canzoni che nasce dalle menti di Sonny Edge e Polee-C, due rapper membri della PaviaMale Crew. Questo progetto musicale è incentrato sull’immedesimazione, da parte dei due artisti, in due coccodrilli che si ribellano al dominio e all’invasione dell’habitat da parte dell’essere umano. Un tema e un messaggio che si fonda su un suono aggressivo e hardcore che rispecchia questi esseri primordiali.

INTERVISTA

Per parlare di questo progetto, abbiamo intervistato Edison Gega, in arte Sonny Edge, uno dei due autori ed interpreti di Crocodile. Sonny Edge attualmente sta lavorando al suo prossimo album dopo aver pubblicato Ed Is On (2017, il suo album d'esordio) e Innocuo (EP uscito nel 2018). 

Sonny, sabato 29 giugno esce in digitale Crocodile, un progetto che hai realizzato insieme a Polee. Di che cosa si tratta?

Crocodile è un progetto pensato con Polee-C, rapper giovane e di spessore, e realizzato nell’arco di un periodo in cui volevamo distruggere tutto, metaforicamente parlando, cioè è un disco per chi come noi affronta le giornate col disprezzo per una società che ci toglie tutto, non offre nulla, non gratifica e che ci vuole schiavi. Per questo Crocodile è un progetto che si ribella e, associando il tutto ai coccodrilli e non solo, che dia una scossa all’ascoltatore portandolo in un mondo privo di regole dove le parole danno vita alla violenza essendo io e Polee-C amanti del rap hardcore.

L'EP è composto da tre pezzi. Ne parliamo? Canzone per canzone?

Certo.

Vai!

Il primo è Squame - prodotto dal Producer Maremarco, che a mio avviso è un alieno per quanto riguarda il fare musica - ed è un pezzo con sonorità oscure e sinistre che parla della resistenza e la caparbietà di chi interpreta questi due animali creando uno scenario in cui domina la follia e la legge del più forte. Squame è pensato come difesa o ancora meglio la prospettiva di “farsi i calli” in un ambiente ostile come è effettivamente il regno animale e quello, più complesso ma parallelo, umano.

Passiamo al secondo, Crocodile, Title Track del progetto...

Questo è su un beat più classico e Hip-Hop puritano prodotto da Kareem, Ex Producer comasco della Uncle Mob. Qui entriamo nel vivo, nel cuore del progetto e nell’intenzione di voler trasmettere quello che avevamo pensato di fare. Crocodile è uno stato mentale dove metrica e istinto danno vita a strofe aggressive e spietate come il mondo è effettivamente, noi siamo solo quelli che descrivono quello che i nostri occhi filtrano e il nostro cervello elabora. In parole povere Crocodile è il pezzo che spoglia il mondo dalla sua edulcorazione.

L’ultimo pezzo è Cannibal Raptus...

Prodotto dagli Grasshopper, crew di Producer Pavesi che sanno quel che fanno. Questo è il pezzo più sperimentale dell’EP, a metà strada tra il genere di rap ascoltato oggi e quello Hip-Hop della Golden Age degli anni 90, questo pezzo è più un esercizio di stile dove non diciamo nulla di nuovo rispetto ai due pezzi precedenti ma curiamo di più l’aspetto estetico del rapping con accelerazioni e flow serrati sulla base.

Da dove nasce il tuo amore per il rap? Quali sono stati gli artisti che ti hanno avvicinato a questo genere?

Nasce intorno al 2005. Sentii per la prima volta i pezzi di Eminem e mi colpirono molto per la loro profondità e per il loro ritmo coinvolgente. Da li in TV a quei tempi passavano pezzi di spessore come 99 Problems di Jay-Z , Shook Ones pt.2 dei Mobb Deep e C.R.E.A.M. del Wu Tang Clan e da li mi si è aperto un mondo non solo per il rap americano, prevalentemente ascolto solo quello, ma il rap nel mondo.

Base musicale e parole. In che modo realizzi i tuoi pezzi? E' il testo che si adatta al suono o il suono che ti ispira le barre?

Non c’è una e vera propria formula, è creatività ed essa non ha forma. Un giorno posso mettermi a scrivere 40 barre nel giro di un paio d’ore su un beat che mi ispira mentre certe volte prendo le basi con più accuratezza mettendomi a pensare così tante rime e idee per trovare quelle che secondo me andrebbero bene con la musica e a volte ci metto anche più di un mese per scrivere un pezzo. Altre volte invece scrivo e basta senza musica, idee, punchline, giochi di parole, tasselli di puzzle insomma e mi vengono nei momenti in cui meno me l’aspetto, ad esempio a lavoro mentre porto sulle spalle sacchi di cemento oppure mentre parlo con qualcuno di un qualsiasi argomento.

I rapper sono, attualmente e sempre di più, il vero nuovo cantautorato italiano. Sei d'accordo?

Ovviamente 15 anni fa il rap in Italia non andava come va oggi, ma se si parla di cantautori c’è da fare una bella scrematura perché oggi chiunque abbia due spicci può registrare una canzone, fare il video tutto bello e curato, sponsorizzarlo per bene e dire che si è comprato la tinta per le treccine di sua sorella, dipende molto dal messaggio…Secondo me, una cantautore/rapper bravo ti porta nel suo mondo facendoti provare certe emozioni. Posso dire che il rap è il mezzo più completo per esprimere qualsiasi cosa si provi o si cerchi di dire, è un genere che ha diverse sfaccettature e metodi espressivi che altri generi non hanno, io personalmente mi occupo di barre e non mi definisco un cantautore, per ora.

Autore ed esecutore/interprete. Ti piace di più scrivere o cantare? Hai mai realizzato pezzi per altri artisti?

Se non scrivessi non canterei diciamo che le due cose vanno di pari passo, nel momento in cui devo scrivere sono curioso di quello che potrebbe uscire dalla mia mente e quando rappo live sono curioso della reazione del pubblico quindi mi piacciono entrambe le cose. Pezzi per altri artisti mai a meno che spunti fuori un pazzoide che mi paghi per un testo violento macabro e per nulla morigerato.

C'è un tema che più di altri cerchi di trasmettere nelle tue canzoni?

Sono abbastanza in difficoltà su questo perchè sono una persona molto riservata, più che messaggi sono propenso a creare delle immagini con le parole e questo mi blocca nell’esprimere l’emozione in un pezzo, ma ci sto lavorando.

Cosa pensi della tua generazione?

Penso che siamo fritti, sul serio.

So che stai preparando un nuovo progetto. Come si chiamerà? Cosa puoi anticipare?

Non so ancora come chiamarlo, è in fase di registrazione, non so le tempistiche d’uscita ma posso dire che è interamente prodotto da Jeff OndaRec Producer col quale collaboro da quando ci conosciamo cioè da un paio di lustri almeno, posso dire che i temi saranno sempre firmati Sonny Edge e la sonorità firmata Jeff OndaRec con qualche featuring sparso di qua e di là nella tracklist.

Sonny , cosa ti aspetti da questo mondo? Esistono ancora esseri umani?

Non mi aspetto un bel nulla , siamo animali, o alieni, o esperimenti genetici, totalmente inaffidabili ed individualisti che convivono con la ghigliottina sopra il capo, aspettando che la sabbia della clessidra cessi di cadere. Siamo essere umani da bambini, poi ci trasformiamo perché facilmente plasmabili e suggestionabili. Ora, passo e chiudo.

27 giugno 2019
Giacomo Aricò