Max Pezzali: "La musica pop è in crisi d'identità"

Il cantante in un'intervista a 'La Stampa': "Gli artisti hanno troppa paura di osare"

Max Pezzali - Foto www.imagephotoagency.it

L'estate 2016 si avvia alla conclusione e la musica italiana non ha prodotto un vero tormentone, almeno non quella pop. Se si escludono 'Vorrei ma non posto' di Fedez e J-Ax e 'Andiamo a comandare' di Fabio Rovazzi, non ci sono hit che hanno veramente lasciato il segno: è dunque il punto più basso della produzione pop italiana? "È in crisi d’identità. Si fa tattica anziché strategia. Tutti sembrano aver paura di deludere il pubblico che hanno conquistato", il pensiero di Max Pezzali.

Max, da solo o prima con gli 883, è il prototipo dell'artista pop che lanciava le sue canzoni in estate e avevano enorme successo. "Una volta d'estate si vendevano i dischi. Sulla strada del mare ci si fermava in autogrill e si acquistava l'album o la compilation che avrebbe segnato la vacanza. C'era il Festivalbar, funzionava. Oggi l'estate non è più interessante per il mercato, gli album in Italia si fanno uscire in autunno, per la stagione natalizia, o in primavera, quando si è spento l'effetto Sanremo", ha detto in un'intervista a 'La Stampa'.

Poi ha aggiunto: "Oggi combattiamo contro una logica conservatrice dettata dalla paura. Anche in un ambito come questo, che non c'entra nulla con l'informatica, in Italia manca una mentalità da start-up. Il pop deve tornare a essere evocativo. Deve permetterti di aprire un’uscita di sicurezza blindata con la chiave di latta di un cofanetto di caramelle". Pezzali conclude sottolineando l'incidenza dei social network: "Tutti noi abbiamo a disposizione 15-20 secondi per farci ascoltare. In 15-20 secondi devono succedere cose che facciano venire voglia di ascoltare ancora. Non c'è più tempo per le canzoni di una volta".

28 agosto 2016
Redazione LoSpettacolo