Lars Ulrich non esclude l'idea dell'ologramma

Il batterista dei Metallica intrigato dalla nuova tecnologia

Lars Ulrich, storico batterista dei Metallica - Twitter

Lars Ulrich, storico batterista dei Metallica, si esprima sulla tecnologia olografica che tanto sta facendo discutere per aver riportato Ronnie James Dio in tour (e che era già stata usata per far duettare Tupac e Snoop Dogg e far esibire Michael Jackson al Cirque du Soleil).

Sono vissuto per più di trent’anni nella Bay Area di San Francisco, il maggior centro di ricerca e sviluppo tecnologico degli Stati Uniti. Lì, le conversazioni girano attorno ad argomenti come la possibilità di prevedere il futuro o l’intelligenza artificiale e quanto sarà possibile sfruttarla nelle attività quotidiane. Quindi… considerando la possibilità di unire musica e tecnologia, è ovvio che si parli di ologrammi.

Siamo stati a Copenhagen due o tre mesi fa per le proe del tour europeo. Abbiamo visto come si svolge uno di questi show: è un vortice di immagini dinamiche, di effetti d’estetica. Eravamo seduti alla fila numero 33 e semplicemente guardavamo. Lo stesso è successo in qualche località durante il tour estivo. È stato messo in scena uno spettacolo fantasmagorico… in un attimo ti ritrovavi su una piattaforma gigante, con un palco gigante e le luci dello show. La musica a 120 Db, le luci, i video sugli schermi…tutto funzionava alla perfezione, ma non c’erano musicisti sul palco. Ho pensato: ‘Potrebbe esserci qualcosa del genere nel nostro futuro'.

Per quanto può sembrare strano o esagerato…Ma che cos’è un concerto? Che cos’è la musica? Per me è qualcosa che connette le persone e permette loro di condividere un’esperienza, insieme ai musicisti. Durante i nostri concerti, tentiamo far cadere le barriere tra il pubblico e la band, è fondamentale. Per questo motivo, assistendo a quegli spettacoli di luci, colori, suoni mi sono detto: “Forse un giorno…”. E se l’obiettivo principale di un live è la condivisione, perché bisogna avere per forza Lars Urlich o James Herfield? O Kirk Hammett or Robert Trujillo? Con la musica, l’attrezzatura, le luci, i video si arriva già a una versione di quello che tutti gli Elon Musks o i Marc Benioffs avevano pensato come qualcosa in cui inserire l’intelligenza artificiale.

Non so quello che succederà e una volta calato il sipario, quel che è fatto è fatto. Non escludo però l’idea… Deve venir fuori qualcosa di figo però, fatto in maniera grandiosa. Tanto, alla fine…e sono veramente serio nel dire questo, più vado avanti nella musica e nei Metallica più penso che i Metallica sono qualcosa che esiste nell’etere. I Metallica non sono Lars Ulrich, non sono James Hetfield, i Metallica sono qualcosa che noi tutti condividiamo. E qualcosa che connette tutti quanti.

Dunque, se esisterà qualcosa fra cinquanta o cento anni che potrà mantenere questo senso di connessione e questo qualcosa sarà un ologramma, allora ben venga.

 

 

13 novembre 2017
Pietro Sala