J-Ax: "Ero un drogato, salvato da mia moglie".

Il rapper racconta la sua dipendenza: "Facevo cose folli, ora meglio il paracadute"

La carica di J-Ax durante uno dei suoi concerti - Ufficio stampa Red Communication - Irene Gravaglia

Il successo, la caduta, la droga e poi l’amore: J-Ax si racconta in una lunga intervista sulle pagine del Corriere della Sera, rivelando il suo passato e la sua dipendenza da alcol e cocaina dopo i primi successi come rapper. "Quand’è iniziata la discesa, sono diventato un drogato. A 29 anni mi sentivo vecchio. E mi devastavo. Un cocktail, una botta. Facevo cose folli". Tipo andare a Salsomaggiore con una ex Miss Italia e tornare a velocità folle a Milano per fare scorta di droga: "Ma in autostrada trovo una macchina che mi rallenta. Faccio i fari, suono il clacson; niente. Erano poliziotti. Mi hanno fatto cantare nella loro radio un pezzo rap, per tutta la strada; e mi hanno lasciato andare. Sui poliziotti aveva ragione Pasolini: odiarli tutti è da fascisti".

A salvarlo l’incontro con la donna della sua vita, quella che ora è sua moglie: "Lei è americana, ma ci siamo conosciuti a Milano, a una cena. Ho cominciato a uscire solo per vederla. Abbiamo cercato emozioni lontano dalla droga". Senza rinunciare comunque alle botte di adrenalina: "Come il bungee-jumping: subito pensi che stai morendo – spiega J-Ax, ora di nuovo sulla cresta dell’onda grazie anche al sodalizio con l’amico Fedez - L’anno dopo ho provato il lancio col paracadute, molto meglio, e il tunnel del volo".

5 dicembre 2016
Redazione LoSpettacolo