Fiorella Mannoia: "Io vincitrice annunciata a Sanremo? Non lo dite"

La cantante si presenta al Festival con il brano 'Che sia benedetta'

La cantante Fiorella Mannoia - Facebook

I bookmaker e i critici sono tutti concordi nel dire che Fiorella Mannoia è la vincitrice annunciata del Festival di Sanremo 2017. La cantante, in una lunga intervista della vigilia, si presenta in gara a 29 anni dall'ultima apparizione all'Ariston e preferisce mantenere un profilo basso: "Basta, basta. Non lo dite più. È da quando è uscito il mio nome, ben prima di aver sentito la canzone, che tutti mi assegnano la vittoria e per me è una novità. Faccio gli scongiuri e, come si dice, non vorrei entrare papa e uscire cardinale".

Il brano che l'ha convinta a tornare si intitola 'Che sia benedetta', scritto da Amara e Salvatore Mineo: "La canzone mi è arrivata quando ormai avevo chiuso l'album Combattente. Mi piaceva e allora piuttosto che rimandare l'uscita del disco, ho preso la decisione di presentarla al Festival. Ho fatto una follia, ma perchè non avrei dovuto? In fondo non ho nulla da dimostrare in oltre 47 anni di carriera. Per questo non capisco neppure chi ha da ridire perchè frequento i talent o duetto con i giovani".

A guidare la Mannoia in tutta la sua carriera è sempre stata la musica: "Se penso di poter dare il mio contribuito, lo faccio. Non è certo colpa mia se oggi la musica passa quasi solo dai talent e i ragazzi che arrivano da lì non vanno discriminati. Non mi piacciono i recinti. Vogliamo abbattere i muri, ma ce li abbiamo nelle teste". La vittoria a Sanremo sarebbe comunque un meritato festeggiamento per i 30 anni dall'uscita del brano forse più rappresentativo della sua discografia, 'Quello che le donne non dicono', presentato al Festival nel 1987: "Accidenti se ne è passato di tempo. Tutto è cambiato, a partire dai conduttori, dalla scenografia che ora è senza fiori e molto più tecnologica. È cambiato il festival: ha vissuto anni di declino totale, poi è tornato in auge. È cambiato anche l'autografo, ora si va a caccia di selfie. L'unica cosa che non è cambiata è l'ansia per i tacchi e per gli abiti. Tanto si sa che poi alla fine tutti parlano anche di come sei vestita. Io avrò abiti semplici, consoni al brano. Sarò in lungo solo l'ultima sera".

 
I bookmaker e i critici sono tutti concordi nel dire che Fiorella Mannoia è la vincitrice annunciata del Festival di Sanremo 2017. La cantante, in una lunga intervista della vigilia, si presenta in gara a 29 anni dall'ultima apparizione all'Ariston e preferisce mantenere un profilo basso: "Basta, basta. Non lo dite più. È da quando è uscito il mio nome, ben prima di aver sentito la canzone, che tutti mi assegnano la vittoria e per me è una novità. Faccio gli scongiuri e, come si dice, non vorrei entrare papa e uscire cardinale".
 
Il brano che l'ha convinta a tornare si intitola 'Che sia benedetta', scritto da Amara e Salvatore Mineo: "La canzone mi è arrivata quando ormai avevo chiuso l'album Combattente. Mi piaceva e allora piuttosto che rimandare l'uscita del disco, ho preso la decisione di presentarla al Festival. Ho fatto una follia, ma perchè non avrei dovuto? In fondo non ho nulla da dimostrare in oltre 47 anni di carriera. Per questo non capisco neppure chi ha da ridire perchè frequento i talent o duetto con i giovani".
 
A guidare la Mannoia in tutta la sua carriera è sempre stata la musica: "Se penso di poter dare il mio contribuito, lo faccio. Non è certo colpa mia se oggi la musica passa quasi solo dai talent e i ragazzi che arrivano da lì non vanno discriminati. Non mi piacciono i recinti. Vogliamo abbattere i muri, ma ce li abbiamo nelle teste". La vittoria a Sanremo sarebbe comunque un meritato festeggiamento per i 30 anni dall'uscita del brano forse più rappresentativo della sua discografia, 'Quello che le donne non dicono', presentato al Festival nel 1987: "Accidenti se ne è passato di tempo. Tutto è cambiato, a partire dai conduttori, dalla scenografia che ora è senza fiori e molto più tecnologica. È cambiato il festival: ha vissuto anni di declino totale, poi è tornato in auge. È cambiato anche l'autografo, ora si va a caccia di selfie. L'unica cosa che non è cambiata è l'ansia per i tacchi e per gli abiti. Tanto si sa che poi alla fine tutti parlano anche di come sei vestita. Io avrò abiti semplici, consoni al brano. Sarò in lungo solo l'ultima sera".
4 febbraio 2017
Redazione LoSpettacolo