Diritti d'autore, Fedez lascia Siae e passa a SoundReef

L'annuncio del rapper: "Scelta la trasparenza"

Fedez in una scena del video "L'amore eternit"more - Stopframe YouTube

La trasparenza, prima di tutto, e la meritocrazia. Con una drastica riduzione dei tempi di rendicontazione e pagamento dei compensi per gli autori che al massimo devono avvenire nell'arco di una settimana e, per il saldo finale, di 90 giorni. E' per queste ragioni che Fedez ha scelto la Soundreef di Davide D'Atri lasciando la Siae per la raccolta dei diritti d'autore. "Ho scelto di affidarmi a loro per la trasparenza dei miei diritti d'autore perché voglio scegliere e sostenere chi fa della trasparenza e della meritocrazia dei valori fondanti - spiega Fedez -. Sono qui per dare fiducia ad una giovane realtà. Mi gioco il culo insieme a loro, gli sto dando tutto il mio patrimonio editoriale da gestire. Sono fiducioso, vediamo come va".

"Spero che questa mia scelta possa accendere un riflettore su un tema così complesso - aggiunge Fedez - e possa creare un sano dibattito per fare una legge che porti un miglioramento alla discografia italiana". Ma se il rapper assicura di non avere interesse che altri artisti facciano il suo stesso percorso,  di fatto qualche accusa la lancia parlando di dipendenti assunti dalla società "tramite sistemi clientelari e parenterali". Con la storia di alcuni immobili acquistati per milioni di euro tenuta nascosta anche ai soci: "I loro soci lo sanno? Io ero un loro socio - precisa -, anche a me servirebbe un immobile".

Quindi le ragioni pratiche della scelta: "Un mese fa mia mamma, con cui lavoro, mi ha mostrato la rendicontazione del 2013 - spiega il cofondatore di Newtopia -. Non c'era ancora Renzi ma Papa Ratzinger: è passato troppo tempo. Quindi ho cominciato ad informarmi e cercare un'alternativa. Non sono qui per demonizzare Siae, ma SoundReef mi dà alternative più fresche e trasparenti, loro vogliono eliminare i borderò cartacei con una sorta di 'Shazam' digitale: mi sembra una scelta al passo con i tempi".

"Se si vuole combattere con serietà qualcosa che dura da 130 anni - aggiunge infine l'ad di SoundReef Davide D'Atri - , bisogna farlo con pazienza. Mattone dopo mattone. Adesso siamo cresciuti e possiamo attrarre star come Fedez. In Inghilterra la situazione è medesima all'Italia, c'è un monopolio. E' così in tutta Europa, ma l'Europa ci sta dicendo che non va bene".

29 aprile 2016
Redazione LoSpettacolo