Stevie Wonder si unisce agli sportivi che si inginocchiano durante l'inno

Trump: 'E' una mancanza di rispetto per la nazione!'

Stevie Wonder si inginocchia seguendo la protesta degli sportivi americani -

Stevie Wonder si unisce alla protesta degli sportivi americani, inginocchiandosi aiutato dal figlio e nonostante il precario equilibrio dovuto all'età, durante un concerto a Central Park: "Lo faccio per l'America!"

Tutto era cominciato nel 2016, quando Colin Kaepernick, afroamericano, quarterback dei San Francisco con contratto da 126 milioni in sette anni, nel pieno delle proteste contro la brutalità della polizia nei confronti della popolazione di colore americana, si era inginocchiato per proesta durante l'inno americano, tradizionalmente suonato prima di ogni partita. Quest'anno Kaepernick non gioca più, ma il suo esempio vive ancora e diventa sempre più forte. E si sta moltiplicando.

Dopo che il presidente americano Donald Trump ha ritirato l'invito alla casa bianca per la stella del basket Stephen Curry, la protesta si è espansa a macchia d'olio: gli atleti delle maggiori leghe sportive americae hanno tutti cominciato ad inginocchiarsi durante l'inno. NBA, NFL, MLB... poco ci manca a completare tutto l'alfabeto!

LeBrone James, star dei Los Angel Lakers, accusa Trump di essere "un pagliaccio" che "divide il paese".

Trump non ha esitato a rispondere, suggerendo che chi continuerà a seguire questa condotta dovrebbe essere licenziato dalle rispettive leghe.

Non solo: il presidente suggerisce anche ai tifosi di boicottare le partite finché la situazione non cambierà. Con un altro tweet, mantendo il gergo televisivo che lo contraddistingue, sostiene inoltre che i bassi ascolti registrati dalle partite siano dati non solo da un gioco noioso, ma anche dal fatto che la popolazione ha colto il suo messaggio e rinnova l'invito alle leghe di fare altrettanto.

Intanto la protesta non si ferma, e grazie a Wonder arriva nel mondo della musica e dello spettacolo.

25 settembre 2017
Pietro Sala