Marta Perego ci racconta Le Grandi Donne del Cinema

Abbiamo intervistato la giornalista e conduttrice che ci ha parlato del suo libro

Marta Perego -

Audrey Hepburn, Ingrid Bergman, Vivien Leigh, Anna Magnani, Kate Winslet, Emma Watson, Jennifer Lawrence, Valeria Golino. Queste sono solo alcune delle 30 attrici che la giornalista e conduttrice Marta Perego ha raccontato nel suo libro Le Grandi Donne Del Cinema (edito da DeAgostini). Un volume, con le illustrazioni di Marta Signori, che esplora la vita e la carriere di interpreti dotate di un talento straordinario oltre a quello della recitazione. Quello di essere affascinanti, indomabili, indimenticabili.

Le Grandi Donne Del Cinema

Delle 30 donne presentate, non viene raccontata solo la gloria e la fama. Marta Perego scrive anche dei loro dolori segreti e dei sacrifici nascosti all’occhio dei media. La forza di non scendere a compromessi, l’impegno civile o umanitario, la determinazione nel tracciare la propria strada in un ambiente dominato, di fatto, dagli uomini. Ognuna di queste donne, a suo modo, ha lasciato – o sta lasciando – un segno sia per i ruoli che ha interpretato sia per le scelte nella vita privata. Rifiutandosi di essere solo icone di bellezza e stile, o muti oggetti del desiderio, hanno rivendicato il diritto di essere se stesse, anche con le loro contraddizioni e fragilità, e hanno aperto la strada a nuove idee e modelli di femminilità. Diventando punti di riferimento per generazioni di ragazze che sono cresciute ispirandosi a loro.

INTERVISTA A MARTA PEREGO

Con lo sguardo appassionato di una vera cinefila, Marta Perego nel suo libro ha messo in luce gli snodi più significativi e i retroscena meno noti delle carriere di queste donne, soprattutto i momenti in cui si sono esposte e messe in gioco per affermarsi come attrici e come donne. L'abbiamo intervistata.

Com'è cambiata la figura della donna nel cinema italiano e internazionale? 
Dipende cosa intendi per “figura della donna”. Le donne sono cambiate molto. È cambiato il loro spazio nel cinema, si sono accorte che unite sono più forti, e soprattutto il cinema si è accorto che se fai un cinecomic con protagonista una femmina, il pubblico va comunque a vederlo. Ma la strada da fare è ancora tanta. Arriveremo ad una vera “parità” quando non parleremo più di cinema “al maschile” o al femminile. Ma semplicemente di cinema.
Come hai scelto le donne che hai raccontato nel libro?
Non è stato facile perché le grandi donne del cinema sono davvero tante! Ho seguito il mi oistinto e cercato di scegliere quelle donne che sul grande schermo e fuori fossero portatrici di tre parole chiave: autenticità, determinazione, libertà. 
Che ruolo ha avuto il cinema nell'emancipazione femminile? 
Un ruolo importantissimo. Se non avessimo avuto Brigitte Bardot che passeggiava per Saint Tropez facendo innamorare tutti e non volendo nessuno, Holly di Colazione da Tiffany, una ragazza libera e indipendente che incontra l'amore, la Principessa Leia, principessa con la spada laser, Beatrix Kiddo e anche Hermione Granger non saremmo le donne che siamo diventate. e lo racconto nel libro.
Emancipazione 2.0: il nuovo femminismo sfrutta i nuovi mezzi di comunicazione e amplia la sua visione includendo anche l'uomo. Oggi, secondo te, cosa significa essere femminista? Un uomo può considerasi femminista o perde la sua "virilità" nel dichiarasi come tale?
Assolutamente no e fortunatamente ce ne sono tanti che lo fanno! I cambiamenti veri li avremo solo insieme, non creando squadre, fazioni e slogan, ma aiutandoci, capendoci, venendoci incontro, ascoltandoci.
Piccola digressione. Donne in tv: non pensi che alcune figure in televisione e certi programmo danneggiano il ruolo e la figura delle donne nella società?
Era vero soprattutto in passato. Oggi la “mitologia” della tv si è molto ridotta. Negli anni Novanta c’è stato un momento in cui l’immagine della giovane donna in tv era strumentale ad accalappiare il maschio italiano spettatore. Oggi fortunatamente vedo più ironia anche in programmi in cui ancora si gioca sulla “donna oggetto”.
Qual è l'attrice - e non personaggio - che trovi più affine alla tua personalità e attitudine alla vita?
La mia preferita in assoluto è Katharine Hepburn che negli anni ’40 andava in giro in pantaloni, con la sua aria snob, la sua straordinaria capacità attoriale facendo in modo che Hollywood si adattasse a lei ma non il contrario. Ma ne amo tante altre, in tutte ritrovo un pezzettino di me e credo che tutte le donne e gli uomini si ritrovino. 
Piccola curiosità: Keira Knightley ha recentemente dichiarato che a sua figlie vieta i classici Disney perché le considera delle pellicole "sessiste". Cosa pensi? 
Che esagera! Come in tutte le cose non credo nei fondamentalismi. è bello crescere credendo nella forza delle donne tanto quanto credere nella forza dell’amore. Sono belle quelle favole contemporanee in cui la donna si salva da sola, ma non rinuncia ad innamorarsi. La nostra forza è direttamente proporzionale alla capacità che abbiamo di fidarci dell’altro. Una società fatta di superuomini e superdonne che non si guardano in faccia ma che stanno incollati ai loro smartphone la trovo terribilmente triste.
5 luglio 2019
Giacomo Aricò