Silvio Orlando: "Ho tradito, ma mai mia moglie"

L'attore, al fianco di Jude Law in The Young Pope, si confessa: "Sono un insicuro patologico"

Silvio Orlando -

In una lunga intervista rilasciata al Corriere della Sera, Silvio Orlando si mette a nudo parlando della sua vita privata e delle sue debolezze: "Non so se faccio l’attore perché sono insicuro, ma so che mi aspetto di ricominciare da zero ogni volta. Non ho certezze di me, mi sento sempre esposto al giudizio altrui, vulnerabile alle critiche acide o violente connaturate al mio mestiere".

L'attore, reduce dall'esperienza nella serie targata Sky 'The Young Pope', rivela alcuni retroscena della vita sentimentale con un matrimonio arrivato a 51 anni nel 2008 con l'attrice Maria Laura Rondanini: "Prima, non avevo trovato la donna giusta. Stiamo insieme dal 2000 e saremmo rimasti tre mesi in totale senza dormire sotto lo stesso tetto. Maria Laura ha una personalità forte, un'intelligenza concreta ed è eccessiva in tutto, molto bianco o nero - continua -. Poi, dopo trenta secondi, si rimangia tutto, il bianco diventa nero, il nero bianco".

Le relazioni passate di Orlando non sono però state sempre rose e fiori: "E' vero, ho tradito. Ma mai mia moglie. Sono stato tradito anch'io e non perché avessi tradito per primo. Un po' ne ho date e molte ne ho prese". Tornando all'attualità, il 59enne attore napoletano parla del suo rapporto con il regista di The Young Pope, Paolo Sorrentino: "Lui non ti chiede di fare qualcosa, lui ha il film in testa e tu puoi solo peggiorarlo - svela -. Ti mette in mano un copione che è l'Everest e ti dice 'avvisami quando sei in cima'. Non ho mai incontrato uno come lui, un alchimista pazzo che usa ali di pipistrello, code di rospo, butta dentro tutto, tira fuori qualcosa di magico. La responsabilità che ti grava sulle spalle fa sì che tiri fuori cose mai fatte prime".

Infine una battuta sul compagno di avventure, il divo hollywoodiano Jude Law: "Una simpatica macchina da cinema. Proviene da uno star system pronto a rispondere a comando al regista. È un compagno di lavoro straordinario, viene dal teatro, ha un'attenzione umana naturale. Non è un mostro, come uno che immagini venga da un mondo spietato, ma un ragazzone guascone. Uno che pur avendo una roulotte hollywoodiana, mastodontica rispetto alla mia, con verande e altri enormi abusi edilizi che spuntavano su tutti i lati, mangiava con noi. Per sette mesi, provando con lui, ho aspettato il suo crollo nervoso, un momento d'isteria, lo scatto di rabbia, ma niente. Ci avevo sperato - conclude Orlando -. Bello com'è, volevo almeno prendermi la rivincita di dire che ha un pessimo carattere".

28 novembre 2016
Redazione LoSpettacolo