Oliver Stone presenta 'Snowden': "Il governo ci controlla"

Il regista, alla Festa del Cinema di Roma, avverte: "Hillary Clinto non è meglio di Trump"

Oliver Stone -

In Italia uscirà nelle sale il prossimo 1 dicembre ma il nuovo film di Oliver Stone, 'Snowden', sta già facendo parlare di sé. La pellicola racconta gli anni più importanti della vita di Edward Snowden, noto informatico dell'Nsa (Agenzia di Sicurezza Nazionale), dall'addestramento nella Cia alla decisione di divulgare documenti e rivelazioni scottanti per il governo degli Stati Uniti. L'hacker attualmente gode di asilo politico in Russia, essendo ricercato in America. Ad interpretarlo sul grande schermo è il ovlto di Joseph Gordon-Levitt.

Un mese fa il film è uscito negli Usa ed è stato praticamente ignorato dal grande pubblico. Stone, presente alla mostra del cinema di Roma, prova a dare una spiegazione a questo flop: "Il governo è anni che gli fa il lavaggio del cervello. In America, nessun finanziamento per me. Ho dovuto trovare i soldi in Francia e in Germania. Il film non è stato compreso: da noi, chiunque riveli segreti militari è considerato un cattivo e ancora adesso la gente confonde Snowden con Assange. In due anni e mezzo mi sono incontrato nove volte con Snowden, che di persona non è molto espansivo. Come altri hacker che ho conosciuto. Però qui non si tratta di Pokemon, o di comprare cataloghi online, ma di una cosa molto più profonda".

Per il regista, tre volte premio Oscar, la questione è seria: "Siamo tutti potenzialmente sospettati, qualunque forma di protesta potrebbe essere considerata oggetto di pressioni dal Governo. Se non oggi domani. Siamo tutti schedati. Il film, quasi kafkiano, è il più realistico possibile: l'ha detto anche Snowden, dopo averlo visto e aver partecipato alla sceneggiatura".

Non poteva ovviamente mancare una considerazione sulle prossime elezioni presidenziali: "Tutti in Europa siete sconcertati per la candidatura di Donald Trump, ma io non credo proprio possa farcela. Però occupandovi di Trump perdete di vista la questione perché l'alternativa, ovvero Hillary Clinton non è certo meglio. Lei rappresenta il sistema statunitense in tutte le sue forme e sarà sicuramente più dura e militarista di Obama. E' la Clinton la responsabile di quello che è successo in Libia, Iraq, Siria ed Honduras e non credo proprio che in lei ci sia alcun spirito di riforma".

15 ottobre 2016
Redazione LoSpettacolo