Nuove accuse di stupro da Asia Argento

L'attrice cavalca l'onda di coraggio colettivo: 'E' il momento di parlare'

Asia Argento - Instagram

Dopo che il caso Weinstein ha investito come un'onda anomale Hollywood, Asia Argento si fa coraggio e accusa altri due registi di averla violentata tra i 16 e i 26 anni. Non ha fatto nomi, ma i riferimetni nei suoi tweet sono molto espliciti:

A quelli che criticano il fatto di aver denuncito i fatti con oltre 20 anni di ritardo, l'attrice ha risposto così:

La cosa più sconvolgente sono le accuse delle donne italiane, la criminalizzazione delle vittime delle violenze

Non ho ricevuto nessuna critica per il mio comportamento in nessun altro Paese. Ci sono amici che mi mandano articoli usciti in tutto il mondo, in cui nessuno si permette di fare “victim blaming”, di colpevolizzare le vittime. Nessuno all’estero. Guardi invece che cosa stanno facendo in Italia contro noi vittime

Se avessi detto vent’anni fa quello che ho detto oggi, probabilmente non mi sarei più ripresa. Sarei caduta in depressione. Io mi sono opposta dieci, cento, mille volte a Harvey Weinstein. Mi ha mangiata. Un orco in mezzo alle gambe è un trauma. Io ero una ragazzina. Questa è una cosa che ricordo ancora oggi. Una visione che mi perseguita. Non c’è bisogno di legare le donne, come dice qualcuno, perché ci sia violenza

La Argento ha anche accusato nuovamente l'ex presidente di Miramax Fabrizio Lombardi di essere stato un procacciatore di donne per Weinstein:

E' un bugiardo. Ci sono tantissime prove e tantissimi testimoni che ribadiscono che quello che ho detto io è vero. La sua è una bugia: chi gli crede? Ho i suoi messaggi ed erano intimidatori: come può sostenere che me li ha mandati per sbaglio? Voleva dirmi che sono una pazza e una prostituta. Con quei messaggi voleva mettermi paura e farmi credere che nessuno mi avrebbe presa sul serio

Alcuni mesi dopo quella violenza, quando ancora doveva uscire B. Monkey, Weinstein continuava a contattarmi, sì. Continuava a scrivermi e a cercarmi. Mi offriva pellicce e appartamenti. Ricordo che venne a Roma e mi propose di incontrarci per discutere delle strategie per pubblicizzare il film

Con lui c’era una sua assistente. Ricordo che vedendola mi sentii sollevata. Dopo un po’, però, l’assistente se ne andò e successe di nuovo la stessa cosa. Weinstein mi fu di nuovo addosso

Aveva mille personalità. Mille. E cercava quella che funzionava di più con te. Weinstein era un predatore seriale. L’ha fatto con centinaia di donne. Se lo scandalo non è uscito prima, è perché lui insabbiava tutto. Ha pagato non solo donne, ma anche giornali e giornalisti

17 ottobre 2017
Pietro Sala