Los Angeles, cinema porno in sciopero contro l'obbligo del preservativo

Attori in piazza per dire no alla Prop 60: "Una persecuzione"

Il manifesto per dire no alla Prop 60 -

Ci aveva già provato, ma alla fine la cosiddetta legge Measure B fu ritenuta anticostituzionale e la proposta avanzata da Michael Weinstein rimase tale. Adesso il CEO della AIDS Healthcare Foundation, organizzazione no profit che controlla una catena di farmacie e negozi di usato nella California del sud, ci riprova: a imporre l'uso del preservativo sui set porno, si intende, misura secondo Weinstein necessaria per limitare la diffusione dell'Hiv. Una proposta che ha mandato su tutte le furie gli attori dell'industria pornografica losangelina, che hanno deciso di attuare uno sciopero marciando sul Sunset Boulevard di Los Angeles, proprio sotto il quartier generale della AHF a Hollywoods.

Secondo i performer, infatti, la proposta di legge non sarebbe stata studiata per tutelare la salute degli attori, piuttosto per ricattarli: se dovesse essere applicata, infatti, la nuova legge permetterebbe agli spettatori di denunciare gli attori senza condom, fino a poter chiedere le generalità e l'indirizzo degli stessi. "È una persecuzione - dice l'attore Alec Knight -, per noi l'anonimato è molto importante". "Quella di Weinstein è un'utopia - aggiunge Julia Ann - e noi ne pagheremo le conseguenze". Una battaglia che, considerando però il giro di milioni movimentati dall'industria del porno e la contrarietà bipartisan di repubblicani e democratici alla proposta di legge, difficilmente Weinstein riuscirà a vincere.

18 ottobre 2016
Redazione LoSpettacolo