Io Sono Sofia e vi racconto la mia storia

Abbiamo intervistato Sofia Q, una ragazza nata maschio, al centro di un film vero e coraggioso

Io Sono Sofia -

Sabato 1 giugno 2019, su Rai3 in seconda serata andrà in onda Io Sono Sofia, il film diretto da Silvia Luzi che racconta la storia vera di Sofia, 28 anni, una donna nata maschio. Una storia prodotta dagli stessi genitori della protagonista, una madre che si sforza di capire e che non trova le parole, una famiglia essa stessa in transizione .
 
Io Sono Sofia
 
Sofia ha tenuto nascosti il proprio corpo e natura per anni, fino alla scelta coraggiosa di rendere pubblico il suo percorso e di condividerne il tormento. Il film è un racconto che nasce dall'esigenza di uscire allo scoperto. Quella di Sofia è infatti una storia intima che si rivolge a chi ancora quel coraggio non lo ha trovato e a tutti coloro che stanno lottando per vedere riconosciuta la propria natura e i propri diritti. Senza filtri, Sofia parla in prima persona e le sue parole sono insieme esortazione e invettiva. Un incoraggiamento a raccontarsi, ma anche un monito alle famiglie che non vogliono vedere e alle istituzioni che non sanno proteggere. 
 
Intervista a Sofia
 
Abbiamo avuto il piacere di intervistare Sofia Q, la protagonista di questa storia, più vera che mai. Una storia di coraggio e di liberazione.
 
Io Sono Sofia è il titolo del film di Silvia Luzi che andrà in onda sabato 1 giugno su Rai Tre. Allo stesso tempo "Io Sono Sofia" è anche un’affermazione che aspettavi di dire da tanto tempo. Cosa significa per te essere finalmente te stessa?
Essere se stessa vuol dire, prima di tutto, vedere quella persona che ti osserva dallo specchio e dire “si, sono io, non sono perfetta, ma quella persona che vedo lì, di fronte a me, è decisamente così che dovrei essere!”. Sofia è la farfalla che, dopo una vita da bruco, finalmente può spiegare le ali e vivere la sua vita. Io sono Sofia, perché io rivendico ciò che sono, il nome che mi sono data, la mia identità, la mia anima finalmente libera.
Il film percorre le tappe della trasformazione, o meglio, della tua rinascita. Che percorso è stato per la tua anima e per il tuo corpo?
Il percorso, in verità, non è mai finito. In un certo senso, potremmo dire che siamo tutti in transizione. Ognuno di noi è in continua evoluzione e trasformazione. Per alcuni di noi, questo percorso è solo più esplicito di altri. Il mio mi ha vista cambiare quasi completamente. Da quella ragazzina timida, impaurita, arrabbiata con il mondo e con se stessa, ho finalmente potuto vivere la mia nuova adolescenza, capire l’amore, capire l’empatia, rapportarmi con il mondo. Il mio corpo è cambiato, si, ma a cambiare è stata soprattutto la persona che ero prima. Sono cresciuta, e diventata una persona migliore.
Com’è stata affrontata la tua transizione dalla tua famiglia?
La mia famiglia mi ha sempre offerto vicinanza e affetto. Anche se non sempre capivano, hanno sempre provato a rispettare ciò che sentivo e cercavo di spiegare. Certo, abbiamo avuto delle differenze, come hanno tutti i genitori con le proprie figlie...Diciamo che è stato quando mio padre mi ha detto “No, tu non esci, quella gonna è troppo corta!” che ho capito davvero che avevano transizionato anche loro con me.
Quello che verrà trasmesso in tv sarà un film-documentario, la tua vera storia. Il cinema, penso a film come Girl o a Just Charlie, ha raccontato storie simili alla tua. Quanto pensi possa essere importante la settima arte e la televisione per parlare a chi vive con angoscia quello che hai vissuto tu?
L’arte narrativa visiva, come il cinema e la televisione, hanno un grosso vantaggio rispetto ad altre forme di comunicazione: presentano le emozioni crude, con poco filtro, assicurandosi così che ogni spettatore possa ricavarne le proprie emozioni. È un mezzo molto potente, che aiuta a capire la realtà dei fatti. A differenza di altri film, Io Sono Sofia va meno alla ricerca del morboso, dell’estremizzazione del dolore, e invece presenta una storia che esamina tutti i risvolti del quotidiano e dello straordinario, con un occhio meno stereotipato.
Allo stesso tempo, immagino, la tua storia deve far riflettere tutti coloro che invece censurano e respingono la comunità LGBT. Cosa pensi della nostra società? Secondo te c’è più apertura o ancora troppa chiusura (anche attraverso disgustosi fatti di violenza) sull’argomento?
La società occidentale, in generale, ha fatto grossi passi avanti negli ultimi 20 anni. La verità dei fatti è, tuttavia, che la situazione sta diventando sempre più polarizzata. Mentre da una parte viviamo in un paese in cui molti, moltissimi sono di mentalità aperta, ci sono altri che fanno di tutto per distruggere la felicità e la vita delle persone Queer, per il solo motivo di esistere. E sono purtroppo queste persone, così vocali e distruttive, che costringono a prendere misure precauzionali. A livello personale, dove molti di noi hanno paura anche solo ad uscire di casa per il rischio reale di venire aggredite, ma anche a livello istituzionale, dove protezioni specifiche mancano e sono decisamente necessarie.
A Tromello (PV) pochi giorni fa è stato eletto il primo sindaco transgender italiano. Cosa pensi di questa notizia?
In un futuro perfetto, questa dovrebbe essere una non-notizia. Esattamente come “eletto un sindaco donna” o “eletto un sindaco di colore”. In un futuro perfetto, non si giudica più la validità di una persona in base al proprio genere, orientamento, origine, ma in base a ciò che possono portare. Ma non siamo ancora in quel futuro. E adesso, nel nostro presente, questa notizia fa bene all’anima, perché fa capire che per molti, tanti, davvero un qualcosa che fino ad anni fa era considerato uno stigma sociale, ovvero l’essere transgender, non è più considerato un elemento negativo.
Chiudo con questa domanda. È sabato sera, 1 giugno, manca poco alla messa in onda di Io Sono Sofia, la tua storia. Immaginati davanti ad uno specchio: cosa dirai a te stessa, a Sofia?
Sei nervosa Sofia, lo so. Hai lavorato tanto. Lavorato su te stessa. Lavorato al tuo progetto. Lavorato per essere perfetta, per poterti presentare nella luce migliore possibile. Hai fatto davvero tanto, per quanto spesso tendi a sminuirti. Oggi è il giorno. Puoi finalmente riposare stasera. Goditi questa pausa, che domani, avremo tanto, tanto da fare. È arrivato il momento di spiccare il volo. Per te, e per tutti quelli che ti vedranno volare. Forza, Sofia!”.
31 maggio 2019
Giacomo Aricò