Giffoni 2016, Jennifer Aniston: "Ragazzi, staccatevi dai telefoni"

L'attrice superospite al festival: "Farò la regista"

Jennifer Aniston - Foto www.imagephotoagency.it

Parte il filmato di benvenuto al Giffoni e le si bagnano gli occhi. Jennifer Aniston, super ospite dell'edizione 2016 del Festival, non riesce a trattenere le emozioni davanti a una platea di ragazzi pieni di domande e di calore per la 47enne attrice californiana protagonista di "Cake". Si commuove più volte, perché quelle dei ragazzi sono domande vere: dal bullismo ai momenti difficili in cui è difficile riconoscersi, fino all'uguaglianza tra i sessi e alle problematiche incontrate sul set. La Rachel di Friends, personaggio che le ha dato popolarità e al quale Jennifer dice di essere eternamente grata, non si sottrae e dispensa consigli su consigli.

"E' emozionante e davvero fonte di grande ispirazione essere qui, in un luogo pieno di ragazzi uniti dall'amore per il cinema, e scoprire quel che fate a Giffoni - dice Jennifer -. Penso che siete un passo avanti agli altri, me compresa alla vostra età. Ragazzi, continuate a imparare, formarvi, prendere lezioni; guardateti intorno, scrivete quello che vivete e non accettate mai un no come risposta. Spegnete i telefonini e vivete la vita".

Si commuove la Aniston quando una ragazza indiana le chiede se abbia mai avuto momenti difficili, quelli che non ti fanno riconoscere al mattino appena svegli. "Sono delle domande straordinarie, sembra quasi di essere in una seduta di terapia - ammette -. Mi è successo tante di quelle volte che non potete neanche immaginarlo. Ci sono quei giorni in cui alla fine ti chiedi se tutto questo peso sia troppo grande per te, come puoi sopravvivere un altro giorno, se sei abbastanza brava per farcela. Ma siamo esseri umani e dobbiamo sempre trovare la forza di andare avanti"

Quindi il cinema: ruoli passati e progetti futuri. "Il ruolo che mi ha cambiato la vita? Cake - assicura -,  ho combattuto per averlo. Arriva un momento a Hollywood in cui rischi di restare chiuso in uno stereotipo: pensavano che ci sarebbe stato qualcuno migliore di me per un personaggio così drammatico e intenso. Con grande determinazione ho agguantato questo ruolo e ho dimostrato di poterlo fare. Sono felice di averlo fatto. Se mi piace la regia? Sì, e in futuro tornerò dietro una macchina da presa".

23 luglio 2016
Redazione LoSpettacolo