Ghostbusters, Ivan Reitman: "Per i fan il remake è un sacrilegio"

Il regista dei primi due capitoli: "Non è una questione di sesso"

Ivan Reitman - Stopframe YouTube

Che sia geloso del suo progetto originale potrebbe essere più che comprensibile. Che invece remi contro al reboot in rosa di Ghostbusters, è assolutamente impensabile. Perché Ivan Reitman, regista dei primi due capitoli del cult movie anni Ottanta, ha tutto l'interesse che il nuovo capitolo della serie piaccia ai fan e quindi riscontri un buon successo anche al botteghino: il cineasta canadese, infatti, sarà tra i produttori della pellicola diretta da Paul Feig con un cast tutto al femminile. E allora il suo rispetto nei confronti di chi, a prescindere, non mostra entusiasmo per il nuovo Ghostbusters, è un qualcosa che rende merito all'onestà intellettuale di Reitman.

A differenza del collega Paul Feig, secondo cui il malumore nei confronti di Ghostbusters è una questione di puro sessismo, per Reitman sarebbe invece l'indiscusso amore per i primi due capitoli di Ghostbusters a far sì che il reboot non sia ben visto. "Credo che ci siano troppe discussioni sul gender - spiega Reitman in un'intervista a Mashable -. Penso che tante delle persone che si lamentano siano fan del film originale, e non dei tizi che odiano le donne. Credo che i fan ritengano il remake una sorta di sacrilegio, in quanto l'originale è stato fondamentale nella loro esperienza da spettatori quando avevano 7 o 8 anni. Non è qualcosa che si può minimizzare, e ho totale rispetto per quell’amore". Ad ogni modo, tra un paio di settimane (il film uscirà nelle sale statunitensi il prossimo 15 luglio), sarà il botteghino a dire se il reboot conquisterà o meno i fan di Ghostbusters.

3 luglio 2016
Redazione LoSpettacolo