Dante Va Alla Guerra torna a Casalpusterlengo

Abbiamo intervistato Roberto Albanesi il regista di uno strepitoso esempio di cinema indipendente

Stefano Galli e Roberto Albanesi - Dante Va Alla Guerra -

Dopo la trionfale anteprima dello scorso ottobre, lunedì 27 maggio al cinema di Casalpusterlengo - Teatro Carlo Rossi (Piazza del Popolo, 15) - tornerà Dante Va Alla Guerra il bellissimo film diretto nel 2017 da Roberto Albanesi. Straordinario esempio di cinema indipendente - realizzato dalla TORO Cinematografica - la pellicola verrà proiettata in una serata-evento ad ingresso libero.
 
Dante Va Alla Guerra - Intervista a Roberto Albanesi
 
Dante Va Alla Guerra è un film che fa ridere e commuovere come pochi altri. Tutti quanti, per qualche aspetto, ci riconosciamo nel protagonista, Dante (interpretato da Stefano Galli), un giovane uomo bloccato da un dolore e un trauma paralizzante che, dopo una lunga elaborazione e grazie all'incontro con il Faga (Ivan Brusa), troverà il coraggio di andare avanti e tornare a vivere. O meglio, ad andare in guerra, perchè questa è la vita di tutti i giorni: gioie e dolori, alti e bassi, cose belle e cose brutte. Ci tenevo particolarmente a intervistare il regista di questo film (che per me è un cult), Roberto Albanesi.
 
Roberto, lunedì 27 maggio a Casalpusterlengo torna al cinema Dante Va Alla Guerra, un gioiello di film. Dalla prima proiezione a oggi, cosa è successo nel mentre? Come e quanto è cresciuto il tuo Dante?
 
Innanzi tutto grazie per il “gioiello di film”. Sì, Dante torna a casa, nel senso che Casalpusterlengo è la città in cui sono cresciuto, vivo, ed in cui ho ambientato la storia. Fra la prima del film con tutto esaurito (e purtroppo abbiamo dovuto mandare via persone per esaurimento posti), ed oggi, è successo che Dante Va Alla Guerra è stato il film indipendente italiano più venduto degli ultimi anni. In un’epoca di crisi totale per l’home video, Dante ha venduto 500 dvd e sui 300 Blu-ray, e non per nulla è stato il primo, e l’unico, film della Home Movies ad ottenere una ristampa (e questo in 8 mesi dall’uscita). Dalle mie parole si potrebbe evincere un egocentrismo spavaldo, ma non è così, sono dati oggettivi. Che i detrattori si mettano l’anima in pace e vadano a giocar per strada dove stanno i tombini aperti.
 
Quindi il tuo film tornerà disponibile anche in home video con una ristampa. Tutte le precedenti copie sono tutte esaurite. Ti aspettavi un successo simile? Io sì…
Sentivo che era un film diverso, non solo nella mia filmografia, ma nel cinema indie italiano e pure mainstream. Con i miei film sono abituato a far ridere e divertire la gente, ma con Dante no, volevo parlare un linguaggio universale che toccasse tutti, filtrandolo attraverso la mia vicenda personale. Insomma, ho spiazzato tutti, io in primis. Con grande sorpresa ho scoperto che il film è stato pure piratato (ora è rimosso) su tutti i siti di streaming illegali… e pure lì, dove l’offesa pesante non si nega a nessuno, il film è piaciuto e ha  commosso/entusiasmato. Non mi aspettavo un successo del genere, ma sapevo che sarebbe rimasto nel tempo, questo sì.
 
Dante Va Alla Guerra per te è stato un film terapeutico, c’è dentro la tua storia. Per chi non l’avesse ancora visto, come lo descriveresti?
È la storia di un ragazzo non più giovanissimo che si trova costantemente fuori posto rispetto alla filosofia ed ai ritmi del mondo odierno. Un escluso. È la storia di un alieno precipitato sulla terra, solo che non è verde/grigio e indossa una giacca rossa. In un’Italia così, chi cazzo la indosserebbe una giacca rossa??? Dante sì. Io pure (infatti ce l’ho). Dante mi ha aiutato a tirare fuori un po’ dei demoni che mi abitano ( in senso metafisico: io non vomito zuppa di piselli e non ho la testa che gira a 360°). Alla fine è la storia di un ragazzino che ha perso il padre e subito dopo la propria stabilità mentale. L’ho scritto in 10 giorni (è la mia tempistica media per scrivere un copione, saltando soggetto e trattamento che non li faccio mai), ma è sembrata un’eternità. A volte ho pianto mentre buttavo giù scena per scena.Posso morire anche domani, ma ho la piena consapevolezza di aver fatto qualcosa di valido che la gente ha amato e che, soprattutto, omaggia la memoria di mio padre e della mia famiglia. 
Da Stefano Galli a Ivan Brusa, da William Angiuli a Roberta Nicosia, ci parli del cast del tuo film? Come li hai scelti?
Non è un mistero che io lavori sempre  con le stesse persone. È inutile lanciare finti casting per fare i fighi sui social e poi mettere in scena gli stessi interpreti ogni santa volta. Io lo dico chiaramente: voglio lavorare col mio zoccolo duro d’interpreti. Mi fido di loro e loro si fidano di me. Ovvio, gli interpreti nuovi ci stanno sempre, ma devo avere la certezza di lavorare coi miei, con la mia truppa (come li chiamo da sempre). Sono tutti talenti straordinari che si stanno facendo strada anche su piattaforme con maggior visibilità come il cinema dei grandi studi, la televisione ed il web. Insomma: sono dei “bomberoni!”. (cit)
Un discorso a parte la merita la colonna sonora del film. Oltre al pezzo de I Camillas (La Canzone del Pane), particolarmente emozionanti sono i brani de Il Fieno…cosa ci racconti a proposito?
L’intera colonna sonora del film è stata composta da Armando Marchetti, un ragazzo toscano dotato di tutto quello che serve ad un Artista: talento, passione, inventiva e sensibilità. Ha fatto un lavoro straordinario trasformando la musica in un vero e proprio personaggio del film. A lui ho aggiunto due band che in Italia non hanno bisogno di presentazioni. I Camillas hanno accettato perché (cito testualmente): “questa storia deve essere raccontata assolutamente”. Coi ragazzi de Il Fieno, in particolar modo con Gabriele, il frontman, siamo amici (anche se non ci si vede mai praticamente). Mi hanno letteralmente lasciato tutto il loro catalogo a disposizione. Avere tutti questi talenti in un colpo solo è stata una gran fortuna.
Cosa speri di suscitare nel pubblico con questo film?
Emozioni di qualsiasi tipo e forma.
Dopo Dante, cosa bolle in pentola?
Fra pochi giorni iniziamo le riprese de: Le Mirabolanti Avventure di Faga, un film corale che si concentra principalmente sul personaggio di Ignazio Virgilio Fagaroni, già presente in tutti i miei film. Ma non sarà un sequel, prequel, reboot, remake, friquel, trilogyquel, giucascaselliquel di Dante Va Alla Guerra. Sarà una storia a sé stante che avrà un collegamento con gli altri miei film, dal momento in cui si svolge nello stesso mondo in cui vivono tutte  le mie storie: “il mondo albanesiano”, come lo chiamo io. Ad Ottobre poi uscirà After Midnight 2 in cui ho curato il corto: Che Gita Di Merda!. Per l’anno prossimo ho già altri progetti in mente e non sono solo cinematografici. Poi penso che farò un figlio, o forse no. Chissà! Grazie di cuore a Lo Spettacolo.it per lo spazio concessomi, e che Bruce Springsteen vi Benedica tutti.
 
23 maggio 2019
Giacomo Aricò